Con le emozioni si studia meglio a scuola arriva il metodo Ruler

COME ti senti? Una domanda aperta, semplice, spesso abusata «ma di cui, spiega Peter Salovey - rettore della Yale University, negli Stati Uniti - non ascoltiamo mai attentamente la risposta». Una domanda che è alla base degli studi sull' intellig e n z a e m o t i v a e dell' apprendimento sociale ed emozionale. «Imparare a gestire le emozioni, controllandole ma non reprimendole - afferma Salovey - aiuta a diminuire situazioni di ansia, depressione e bullismo, ad essere creativi e migliorare i rapporti interpersonali». Riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, saper attribuirgli il giusto nome e imparare a gestirle. Nel 2013 a Firenze partirà il primo progetto europeo sull' intelligenza emotiva che negli Stati Uniti già coinvolge centinaia di scuole e aziende. La scuola scelta è l' Istituto comprensivo Le Cure con il programma Ruler, elaborato dall' Health, Emotion and Behavior Laboratory della Yale University e che prepara dirigenti scolastici, insegnanti, genitori e alunni a utilizzare efficacemente le emozioni riducendo lo stress e conducendo stili di vita sani e produttivi. Il percorso formativo dura, in media, due anni e in Italia sarà condotto da Laura Artusio, ricercatrice dell' Università di Firenze in un dottorato di ricerca europeo in Psicologia del lavoro. «Consapevolezza, comprensione, classificazione, vocabolario emozionale e gestione delle emozioni sono alla base del Ruler - spiega Artusio, 30 anni, toscana e con alle spalle 3 mesi di ricerca a Yale e all' Università di Malaga - Il primo passo è formare gli insegnanti che poi dovranno inserire gli strumenti ricevuti nei loro programmi di studio». Nell' istituto comprensivo Le Cure, ad esempio, sarà collocato in ogni aula il Mood Meter: un quadrato diviso in quattro porzioni, di colori diversi e vari livelli in cui gli alunni dovranno posizionare sé stessi a seconda se provino sensazioni di tristezza, serenità, allegria. «L' insegnante - spiega Marc Brackett, docente della Yale University tra gli ideatori del Ruler - chiederà ai ragazzi come si sentono, ascolterà le loro risposte e li aiuterà a capire il perché e come gestire le loro emozioni». Un sistema che può applicarsi anche alle materie scolastiche: «Una professoressa di storia - continua Brackett - può spiegare agli studenti cosa stesse provando un personaggio durante una battaglia e i vantaggi o svantaggi ricevuti dal mancato controllo della sua intelligenza emotiva». Nell' educazione emotiva non c' è solo il Mood Meter. «Le "ancore" sono 4 spiega Laura Artusio - C' è il contratto emotivo, una dichiarazione d' intenti che dirigenti, genitori, insegnantie alunni si impegnano a mantenere. Il Blueprint invece è uno schema per risolvere problemi familiari, conflitti e disaccordi passati, situazioni difficili e future criticità. «Come mi sento?, come posso migliorare il mio stato d' animo e quello degli altri?» sono le domande che si leggono nello schema. «Nelle scuole in cui il progetto sull' intelligenza emotiva è già in fase avanzata - spiega Brackett - il clima in classe è più sereno, gli alunni (il percorso può adattarsia tuttii tipie gradi scolastici) più produttivi e solidali tra di loro». L' ultimo strumento sono i meta-momenti, un processo in cui bambini e adulti imparano a riflettere sulle emozioni che provano, dandogli un nome e empatizzando con quelle degli altri.

GERARDO ADINOLFI

 

FONTE: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/03/09/con-le-emozioni-si-studia-meglio-scuola.html?ref=search

Ultima modifica il Lunedì, 10 Settembre 2012 15:08
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