Mercoledì, 12 Marzo 2014 11:23

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Hikikomori, ovvero la malattia dei ragazzi

 

 

 

ISOLATI. Autoreclusi. In Giappone, come in una favola di manga cattivi, sono quelli che aprono la porta della stanza solo per andare in bagno. Non escono mai, chattano e frequentano il resto del mondo solo via computer. Sono i giovani Hikikomori, gli isolati che rifiutano la vita sociale non a sessant' anni quando potrebbe anche essere una scelta comprensibile, ma nel pieno dell' adolescenza. La malattia dei ragazzi di Tokyo (hikikomori significa stare in disparte) è arrivata anche a Napoli. Con una valenza diversa, perché se il popolo del Sol Levante reputa una grave vergogna l' isolamento in una società dove tutto viene vissuto in collettività, «l' Italia - spiegano i terapeuti - coltiva l' individualità come un valore che però comporta la crescita e il farsi avanti con coraggio, il che fa paura». La malattiaè studiata presso l' Unità operativa di Psicopatologia dell' adolescenza nataa Marano nella Asl Napoli 2 Nord, dove il più delle volte attraverso il filtro della scuola e degli insegnanti convergono casi di teeenager che fanno fatica a crescere e tendono a isolarsi dal mondo. L' esperienza degli psicoterapeuti è entrata in un libro, "Hikikomori e adolescenza. Fenomenologia dell' autoreclusione" (Mimesis editore). «Un libro - spiega Maria Grazia Ciuferri, psicologa e psicoterapeuta dell' Unità di Marano - nato dal mio incontro con la psichiatra Giulia Sagliocco. Nel 2004 abbiamo avviato questo servizio di psicoterapia e successivamente ci siamo avvalse della collaborazione della psicologa Francesca Mancini. Negli ultimi anni ci siamo trovate di fronte a problematiche molto dolorose, famiglie disperate». Hikikomori di livello diverso. Ragazzi che continuanoa frequentare la scuola, recludendosi solo per qualche mese e altri invece che decidono di chiudere con l' istruzione, interrompendo anche il rapporto con i parenti. La loro vita è giocare o vedere film o utilizzare internet per le chat. «Ma senza mai conoscere le persone con le quali si relazionano virtualmente». La loro è una "Second Life" senza però che vi sia più una vita primaria. Vengono colpite anche le ragazze, ma «accettano più facilmente di fissare un appuntamento con lo psicologo e in loro il problema si presenta a 11-12 anni». I ragazzi cominciano a dire no al mondo a 14-15 anni e spesso sono più gravi. «Si manifesta inizialmente con una resistenza a frequentare la scuola, episodi di bullismo o cattivo rendimento non costituiscono la causa, semmai la goccia che fa traboccare il vaso. Ne sono vittime in genere ragazzi che hanno grossa dipendenza dalle figure genitoriali, che al momento dell' adolescenza, quando si deve cambiare modello, non sanno come fare». I problemi coinvolgono l' intera famiglia: si possono dimostrare aggressivi con la madre nel tentativo di prendere una distanza da lei e il denominatore comune è la presenza poco determinante della figura paterna. «Il padre - spiega Maria Grazia Ciuferri - costituisce il terzo nella coppia madre-figlio, la madre dell' Hikikomori tende a non sostenere l' autonomia del figlio». Isolamento anche fisico. «Spesso mostrano resistenze a incontrare uno psicologo», spiega Francesca Mancini. Mario (non è il suo vero nome) a 16 anni si è rivolto all' Unità di Marano. Ultimo di 3 figli, ha due sorelle, maggiori di circa 10 anni. «Le sue insegnanti- racconta Maria Grazia Ciuferri -erano andate a trovarlo per convincerlo a tornare a scuola. Ma non c' era stato verso. La sua è una famiglia media di Marano, il padre molto impegnato per lavoro, non molto presente. Di uscire per venirea incontrarci, neanchea parlarne. Mario ha accettato inizialmente solo telefonate di pochi minuti». Poi è accaduto qualcosa che ha spezzato l' indifferenza: dopo alcuni mesi del percorso terapeutico, il padre ha fatto irruzione nella stanza del figlio, gli ha finalmente espresso il suo dissenso per lo stile di vita scelto e gli ha mandato in frantumi i dischetti del computer. Il padre non ce la fa più e dice: «Questa situazione mi fa soffrire». Basta questo per far sì che Mario telefoni al centro in preda a un attacco d' ansia, molto spaventato. «Fino a quando il padre si era dimostrato tollerante, il rapporto era stato gestito dalla madre. Ora qualcosa era cambiato». L' iniziativa del padre assume carattere positivo nella storia: il ragazzo Hikikomori perde il controllo che aveva su tutta la sua famiglia. Accetta dialoghi telefonici più lunghi con gli psicologi. «Ci ha raccontato - dice Ciuferri - la sua solitudine e il bisogno di amare ed essere amato. Nella solitudine i desideri non scompaiono ma restano legati al dolore di non riuscire a manifestarli». Passano mesi. Mario lascia la scuola definitivamente ma continua i colloqui e la storia si conclude con una sorta di ritorno alla normalità. Come evitare che un adolescente finisca nella rete dell' isolamento? «Va fatto un lavoro di prevenzione nelle scuole.I genitori all' inizio sottovalutano il problema: l' importante è che le famiglie sostengano la socializzazione dei ragazzi, favoriscano la loro autonomia. Un giovane che già alle scuole medie ha poche occasioni di incontri con i coetanei avrà più difficoltà nei momenti successivi. Alle medie i genitori hanno più possibilità di favorire gli incontri e mediare nella relazione tra il figlio e gli altri, magari iscrivendolo a uno sport di squadra: la disciplina sportiva è sempre protetta da un adulto che lascia esprimere l' aggressività, indirizzandola nel modo giusto».

Tella Cervasio © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

FONTE: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/02/14/hikikomori-ovvero-la-malattia-dei-ragazzi.html?ref=search

STELLA CERVASIO

Pubblicato in News
Domenica, 31 Luglio 2011 09:16

Contrastare il Bullismo

CONTENUTI DEL PROGETTO:


Di seguito l'indice del progetto che OfficinaDellaMente propone ai ragazzi delle Scuole:

 

 

PREMESSA....................................................................................................................................................pag. 2

 

 CARATTERISTICHE DEL PROGETTO..............................................................................................pag. 4

            A chi è rivolto - Finalità - Obiettivi - Organizzazzione.........................................................pag. 4

            Metodologia.......................................................................................................................................pag. 5

MODULI DIDATTICI.....................................................................................................................................................pag. 6

            1. “Dall’IO al TU”............................................................................................................................pag. 6

            2. Cos’è il “bullismo”?...................................................................................................................pag. 6

            3. Bulli, vittime e spettatori............................................................................................................pag. 6

            4. Stop al bullismo.............................................................................................................................pag. 7

 INCONTRO FINALE......................................................................................................................................................pag. 7

 

 

 

 

 

ORGANIZZAZIONE E COSTO:

 

Lo svolgimento dell’intero progetto prevede un numero minimo di n.20 ore per gruppi, da distribuire all’interno di una o più mensilità; per un costo di 550€ iva inclusa. E’ possibile adattare e concordare la struttura organizzativa del progetto in funzione delle esigenze e risorse dell’Istituto Scolastico.

Pubblicato in Progetti
Domenica, 31 Luglio 2011 09:05

Prevenzione Tossicodipendenze

L’Italia si situa tra i Paesi europei con uso elevato di droghe (8 individui su 1000) e l’età dei primi contatti con le “sostanze” è precoce, al punto che un ragazzo su quattro in età 15-19, ha fatto uso di qualche “sostanza” nell’ultimo anno. La loro diffusione si allarga in una fase dello sviluppo particolarmente complessa quale è l’adolescenza.

 

OfficinaDellaMente.com lavora sull'informazione ma anche e soprattutto sul comportamento coinvolgendo sia docenti che genitori e figli.

 

I due progetti sottoelencati si ispirano al percorso di prevenzione "EDU.CARE" effettuato da alcuni dei nostri eccellenti professionisti, in collaborazione con Onu e Governo e rivolto a docenti, genitori e figli di alcune province selezionate su tutto il territorio italiano.

 

Il Progetto1 si rivolge a genitori e figli di età tra i 6 e i 10 anni e coinvolge l'intero nucleo familiare all'interno di 10 incontri in cui sia gli uni che gli altri imparano l'armonia delle relazioni, acquisiscono delle regole e potenziano la comunicazione tra loro e con gli altri attraverso una modalità di scambio e role playing.

 

Il Progetto 2 invece è pensato per i ragazzi fino a 18 anni e comprende 6 training per gruppi di genitori e insegnanti che acquisiscono gli strumenti per riconoscere i segnali provenienti da ragazzi particolarmente a rischio.

 

Struttura  e costi del Progetto variano a seconda delle esigenze dell'Istituzione richiedente.

 

Per contattarci, compila la richiesta in "modulo dei contatti" cliccando quì

Pubblicato in Formazione

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