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Lo scorso 14 Dicembre 2015 è stato approvato il “Piano per la malattia diabetica nella Regione Lazio 2016-2018”. Lo psicologo – anche grazie al contributo dell’Ordine degli Psicologi del Lazio – è stato inserito in tutti i team diabetologici presenti nei 96 centri del Lazio.

L’Ordine Psicologi Lazio ha partecipato in questo ultimo anno al “sottogruppo di coordinamento ed implementazione della rete assistenziale e sui PTDA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) sulla malattia diabetica” nella relativa commissione Regionale.

L’Ordine a quel tavolo, tramite la refente Dott.ssa Barbara Longo, ha sostenuto l’inserimento e la valorizzazione della figura professionale dello psicologo nelle aree di intervento, previste dal Piano, in cui risulta necessaria la sua presenza. Presentiamo qui i principali punti in discussione che riguardano il ruolo dello psicologo nel trattamento del diabete.

Il Piano è stato condiviso con le società scientifiche e le associazioni dei malati e ha come obiettivo quello di garantire una migliore programmazione e sistematizzazione su tutto il territorio dei servizi anche in base a quanto previsto dal Piano Nazionale Diabete.

Un po’ di numeri.

Nel Lazio la prevalenza del diabete al 31 dicembre 2013 è del 10,3% con un tasso che varia tra le ASL da un minimo di 8,9% a un massimo di 12% negli uomini e da un minimo di 6,4% a un massimo di 10,6% nelle donne. Le persone adulte con diabete sono circa 372.196 e per l’età pediatrica 0-18 circa 2.543.

Cosa prevede il piano?

In particolare la “gestione integrata” del paziente per rendere le cure più efficaci ed efficienti: saranno attivati percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA), personalizzati e differenziati a seconda del grado di complessità della malattia.

L’assistenza alle persone con diabete necessita del concorso operativo sia delle cure primarie (in primo luogo dei Medici di Medicina Generale) che dell’assistenza pluridisciplinare e pluriprofessionale operante nelle strutture specialistiche territoriali ed ospedaliere. In questo lavoro di equipe trova evidentemente spazio anche lo psicologo, insieme ad altri professionisti implicati in questa area di cura: operatori dei distretti sanitari, medici specialisti delle specialità coinvolte, podologi operanti sul territorio, infermieri, dietisti, educatori.

Qual è  e sarà il ruolo dello Psicologo nel team diabetologico?

La figura dello psicologo, all’interno del team multidisciplinare di una Struttura Diabetologica, favorisce la possibilità di condividere le varie fasi di adattamento del paziente alla sua patologia, favorendone l’aderenza al percorso terapeutico, nei diversi modi e fasi del ciclo di vita: in età evolutiva, età giovanile, età adulta, con particolare attenzione alla gestione del diabete in gravidanza, prevenzione delle complicanze connesse alla malattia e, qualora esse siano presenti, alla gestione multidisciplinare delle stesse. Inoltre, lo psicologo svolge la funzione di facilitatore nell’assistenza ai pazienti stranieri, attraverso la realizzazione di percorsi specifici di ascolto e di integrazione territoriale. La dimensione psicologica trova una sua forte peculiarità e possibilità di realizzazione all’interno del modello di cura Chronic Care Model (CCM), che prevede un coinvolgimento proattivo sia del paziente, sia della famiglia, al fine di una completa condivisione del processo di cura. A tal riguardo, le organizzazioni sanitarie devono ricorrere a tutte le risorse disponibili di comunità che valorizzino l’autogestione, i team multidisciplinari, il supporto alle decisioni... (clicca su Leggi tutto)

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